«Sono stati mesi bruttissimi, difficili, per una squalifica che non meritavo assolutamente. In quasi quindici anni da allenatore non avevo mai ricevuto uno stop così lungo».
Il tecnico dell’Akragas Seby Catania torna a parlare dopo tre mesi di silenzio e alla vigilia della sfida d’andata di Coppa Italia contro l’Orlandina, in programma domani (mercoledì) ad Aragona dalle ore 15. Tre mesi in cui la domenica è stato costretto a seguire la sua squadra dalle tribune.
“Dicembre è stato il periodo più complicato, anche perché il distacco dal Priolo si era allungato. Ma questi ragazzi non hanno mai mollato. Oggi il distacco è diminuito ma noi dobbiamo vivere alla giornata. Se loro fanno un passo falso, dobbiamo farci trovare pronti».
Akragas alla prova Orlandina per continuare a inseguire un obiettivo dichiarato sin da inizio stagione.
«L’Orlandina è forte, ha tradizioni importanti, giocatori di categoria. È seconda come noi. Servirà serenità, equilibrio. La squadra sta bene, stiamo recuperando uomini e la condizione è buona. Il peso del fattore campo? Non credo più tanto al vantaggio di giocare prima al Totò Russo. Oggi passa il turno chi merita».
Catania torna poi sulla squalifica maturata dopo la sfida interna con il Pedara.
«Ho scontato con dignità e in silenzio una squalifica immeritata, pagando responsabilità di altri. La verità la farò accertare nelle sedi opportune che non sono quelle di giustizia sportiva. Sono volate parole, ma prima di dare tre mesi a un allenatore bisogna essere certi di ciò che ha detto. Quelle frasi io non le ho mai pronunciate».